giovedì 21 maggio 2015

motori bicilindrici

il più comune  motore è bicilindrico  parallelo  fronte marcia con albero motore  disposto trasversalmente  all'asse longitudinale del veicolo
si può fare un' ulteriore  divisione considerando la disposizione dei due perni di manovella che possono essere a 180° 360° 
questa ultima soluzione classica è stata adottata per molto tempo  essa offre equidistanza tra  ciclica  cosa facilmente avvertibile   ad esempio  quando il motore funziona al regime minimo 
le vibrazioni  tipiche di questo schema non sono facilmente eliminabili e per questo da una certa cilindrata diversi costruttori  hanno adottato alberi equilibratori  al prezzo di un maggior peso e di una notevole  complessità meccanica
 lo schema con manovellismo a 180°  è diventato popolare  negli anni sessanta (con la Honda 45 CB)
c'è il vantaggio  che le vibrazioni sono minori tanto che in genere  non sono necessari alberi equilibratori  ma scompare la regolarità ciclica con gli scoppi ogni 180° e 540° al punto che al minimo il motore sembra galoppare
per quanto riguarda i cuscinetti di banco i bicilindrici  fronte marcia in genere ne hanno tre  o addirittura quattro
i motori a due cilindri in linea sono molto diffusi  specialmente tra le medie cilindrate (250-500)
in questo schema si possono trovare uno o due alberi  a camme in testa comandati da una catena sovente posta tra i due cilindri 
questi ultimi vengono  di norma fusi come blocco unico 
anche per ragioni  di raffreddamento i cilindri sono in genere ben distanziati tra loro
un altro schema di motore bicilindrico  è quello nel quale i cilindri sono disposti a V
oppure L'angolo  tra gli assi dei  due cilindri  può essere di 90°  come nei motori Guzzi e Ducati  oppure più stretto
i vantaggi offerti da questo tipo di motore si possono così riassumere vibrazioni in molti casi contenute ottime possibilità di raffreddamento ad aria ridotta sezione frontale
i motori bicilindrici si prestano particolarmente  bene all'adozione della distribuzione ad aste e bilancieri  con albero a camme  piazzato  nella parte alta del basamento al centro della V formata dai due cilindri
questi motori sono caratterizzati  al minimo e ai bassi regimi  da una tipica andatura galoppante  che deriva dalla irregolarità ciclica
numerosi bicilindrici a V sono dotati di distribuzione monoalbero  ma non mancano  certo esempi di impiego di due alberi  a camme per ogni testata 
quando la V è di 90° le due bielle  lavorano affiancate  sull'unico perno di manovella del quale è dotato l'albero a gomiti e quest'ultimo  risulta così particolarmente corto e rigido
negli ultimi anni si è diffuso  sui bicilindrici a V stretto  l'impiego di alberi con due perni  di manovella sfasati  al fine di ridurre le vibrazioni 
i bicilindrici a V di 9° gradi godono di  una buona equilibratura
si tratta di uno schema molto adatto all'impiego motociclistico
l'ultima disposizione può esser di 180° della bmw fedele a questo schema  abbastanza privo di vibrazioni  e gode del miglior raffreddamento
però un'unità motrice risulta essere abbastanza larga e richiede corse brevi bielle corte e pistoni con altezza di compressione contenuta

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